The Waterstone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015
Edifici commerciali - Fiere: edifici e padiglioni
Michele De Lucchi
2012, settembre
2015, aprile
2015, maggio
  Inizio lavori di realizzazione: settembre 2014
Presentazione del progetto alla stampa: 5 novembre 2014
Rho, Milano (Italia), sito espositivo Expo Milano 2015
Intesa Sanpaolo
Esiet S.p.A. (impresa edile e impiantistica)
L.A. Cost Srl (realizzazione strutture e facciata)
Illuminazione interna ed esterna: Artemide
Arredi e pareti vetrate: Estel
Sedute: ICF
Divani:Alias Design
Vetrina museale del quadro di Boccioni: Otto Art srl
ADI Design Index (Italia), 2002
Area lotto: 1.234 mq
Superficie totale del Padiglione (due piani): 1.104 mq

Piano terra: 658 mq (area espositiva: 241 mq; area filiale: 188 mq; area servizi: 79 mq; area esclusiva per servizi Expo: 150 mq)
Padiglione primo piano: 446 mq (area eventi: 324 mq; area servizi: 122 mq)

Altezza padiglione 12 metri

Capienza padiglione: 350 persone (200 Pt + 150 P1)
Concorso su invito

Progetto architettonico (concept, progetto preliminare, definitivo, esecutivo e direzione artistica): architetto Michele De Lucchi Srl
Progetto: Michele De Lucchi
Collaboratori di progetto: Alberto Bianchi (responsabile di progetto), Simona Agabio
Modelli: Francesco Faccin, Matteo Di Ciommo

Modello: Wahhworks

Renders: Fabio Calciati

Progetto strutture e impianti: Jacobs Italia S.p.A

Progetto sicurezza e VV FF: Pro-Tec

Installazione artistica "Orizzonti": Studio Azzurro

Materiali principali utilizzati per il Padiglione
Struttura portante: legno lamellare; esterno: ricoperto da scandole bianche in legno;
interno: struttura lignea lasciata a vista; pavimenti: rovere verniciato spazzolato;
spazi esterni: manto erboso; percorso: pavimento in legno da esterni

Nel padiglione dell’Expo, Intesa Sanpaolo presenta i suoi servizi e i suoi prodotti in un ambiente che tratta i temi dello sviluppo sostenibile e responsabile.Lo spazio sorge in una posizione centrale e strategica lungo la direttrice del decumano e nelle vicinanze dell’incrocio con il cardo. È una costruzione evocativa che ricorda tre sassi levigati con quattro cascate d’acqua che scorrono tra le connessioni. La struttura portante, in legno lamellare, è costituita da nove grandi portali arcuati posati a passo di cinque metri. Travetti e assito in legno uniscono i portali e lasciano la struttura lignea a vista come l’interno di un grande fienile. Due pareti sovrapposte proteggono l’involucro: quella interna in legno protegge dall’acqua e dal vento, quella esterna ombreggia e dà forma all’edificio. Tra le pareti si forma un’intercapedine vuota dove l’aria sale per induzione naturale verso l’alto impedendo al calore di penetrare. Il manto esterno è realizzato in scandole bianche distanziate in modo da creare spazi vuoti per l’illuminazione naturale. Di notte, un sistema a LED crea un suggestivo effetto illuminotecnico tra le scandole.Lo spazio interno si distribuisce su due livelli. Il piano terra è rivolto al grande pubblico, con una filiale innovativa per i servizi più aggiornati e un’installazione artistica multimediale di Studio Azzurro che rappresenta l’impegno della banca in ambito culturale e sociale. Al primo piano sono collocati spazi dedicati a eventi e incontri con le imprese.

In the Expo pavilion, Intesa Sanpaolo presents its services and products in an environment concerned with the themes of sustainable and responsible development.The facility stands in a centrally key position along the east-west route and close to its intersection with the south-north road. It is an evocative construction, resembling three polished stones with four waterfalls cascading between their connections. The lamellar wood bearing frame comprises nine large, arched portals at five-metre intervals. Wooden beams and boards join the portals and leave the wood framework unfaced like the inside of a large barn. Two superimposed walls protect the outer shell: the inner one in wood protects against rain and wind, the outer one shades and shapes the building. Between the walls a cavity is formed in which air rises by natural induction to prevent heat from penetrating. The outer cladding is in white tiles distanced to create empty spaces for natural lighting. At night, a LED system creates an interesting lighting engineering effect between the tiles.The interior is on two levels. The ground floor accommodates the general public, with an innovative branch offering the latest updated services, and a multimedia artistic installation by Studio Azzurro representing the bank’s commitment to a cultural and social environment. Located on the upper level are spaces allocated to events and meetings with businesses.
Il sasso levigato

Cosa è veramente "natura" oggi? Cosa intendiamo veramente quando parliamo di natura, di pianeta, di sostenibilità,  di ecologia? Sono solo il verde dei prati, i boschi di abeti, le foreste dell'Amazzonia, gli oceani, i mari, i laghi e i fiumi? Sono le piogge torrenziali, le nevicate senza fine, le tormente e gli uragani? È il paesaggio così spesso oltraggiato da costruzioni inqualificabili o inquinato a dismisura da non essere più abitabile? O non è forse qualcosa di più impalpabile, più vago, più astratto ma non per questo meno presente nel nostro sentire? Non è piuttosto il tempo che scorre, le ore, i giorni, le stagioni, le generazioni che si rincorrono senza mai lasciarsi interdire da volontà umana? Il fluire del tempo è inevitabile, l'inevitabile è natura. E che possa sempre esistere! La pioggia che cade senza averla programmata, l'acqua che penetra e imbeve tutto. L'acqua che scorre sempre travolgendo quello che trova, che sempre si apre una strada verso il mare, senza impazienza ma con la più determinata insistenza. E scava con perseveranza, passaggio dopo passaggio, anche le pietre più dure, le arrotonda e le adatta al suo bisogno.Una storia indù racconta di un maestro che per ottenere la saggezza e la felicità, bisogna diventare come i sassi nel fiume che sanno che l'acqua passerà sempre inevitabilmente sopra. Il sasso la fa passare con indifferenza e lascia che la corrente scivoli sulla pelle, arrotondando le asperità, modellandone il corpo. L'acqua rimane pulita e trasparente, non si intorpida e il sasso può rimanere indisturbato a godersi l'avvicendarsi del giorno e della notte e il cambio delle stagioni.

Il padiglione di Intesa Sanpaolo è composto da tre sassi levigati dall'acqua e tutti arrotondati. Sono attaccati gli uni agli altri e da diverse posizioni appaiono un sasso solo. Tra i sassi l'acqua ha scavato il suo solco. È in una posizione molto centrale rispetto al sito dell’Expo e nelle dirette vicinanze dell'incrocio tra cardo e decumano, non lontano dal Padiglione Italia. Si affaccia su uno specchio d'acqua. Strutturalmente la superficie è composta da due pareti sovrapposte. Quella interna in legno protegge dall'acqua e dal vento e quella esterna che ombreggia e dà la forma all'edificio.La superficie esterna è composta da 6.600 scandole bianche disposte in file ordinate e distanziate e leggermente sovrapposte come nei tetti delle case di montagna. Tra le pareti si forma una intercapedine vuota dove l'aria sale per induzione naturale verso l'alto impedendo al caldo di penetrare. Il padiglione è realizzato tutto in legno e la struttura è appoggiata sulla piastra dei servizi realizzata dall'Expo. Può essere smontata e ricostruita ovunque.All'interno ci sono due piani. Al piano terra c'è uno spazio espositivo con una bella istallazione interattiva dello Studio Azzurro e una filiale operativa con molti contenuti innovativi. Al primo piano c'è un foyer per ricevere gli ospiti e delle sale per incontri informali. Lo spazio espositivo è trasformabile in una saletta per conferenze e presentazioni a servizio della Banca e dei suoi clienti. Vi si possono organizzare incontri per 50 persone che si svolgono senza disturbare la funzionalità della filiale.Tutto l'ambiente interno è lasciato in legno a vista e trasmette l'impressione di essere dentro un grande fienile, un magazzino agricolo dove conservare quanto necessario per superare l'inverno.Intesa Sanpaolo ha reso possibile al centro dell'Expo un luogo per la conoscenza e l'intrattenimento, per l'approfondimento del tema "Alimentare il pianeta", per il servizio bancario e l'incontro con i propri clienti e con i visitatori dell'Esposizione Universale. 
(Michele De Lucchi, 22 ottobre 2014)


The polished stone

What really is “nature” today? What do we really mean when we talk about nature, the planet, sustainability and ecology? Is it just about the environment of fields, pine woods, Amazon forests, oceans, seas, lakes and rivers? Is it about torrential rains, endless snowfalls, blizzards and hurricanes? About landscapes, so often insulted by unspeakable constructions or so outrageously polluted as to be no longer habitable? Or is it not perhaps something more impalpable, vaguer and more abstract, though not thereby any less acutely felt? Is it not more to do with the passing of time, hours, days and seasons, generation after generation, without ever succumbing to human will?
The flow of time is inevitable, the inevitable is nature. And may it exist forever! Rain that falls whenever it feels like doing so, water that penetrates and drenches everything. Water that flows forever and sweeps through whatever lies in its path, always opening a course towards the sea. Not impatiently but resolutely, purposefully. Cutting its way perseveringly, passage after passage, through even the hardest of stones, rounding them and adapting them to its needs.There is a Hindu story about a master who says that to attain wisdom and happiness, we must be like stones and pebbles on a river bed, knowing that the water will always inevitably flow over them. The stone lets the river run softly or swiftly by, allowing the current to slip over its skin, to smooth its asperities and model its body. The water remains clean and transparent, never clouded, leaving the stone or pebble undisturbed to enjoy the alternating of day and night and the changing seasons.

The Intesa Sanpaolo pavilion is composed of three stones, all of them polished and rounded by water. They are attached to one another and from different positions they look like a single stone. Through the stones the water has hollowed out its course. The pavilion is located in a very central part of the Expo site. Standing close to the ancient Roman crossroads and not far from the Italian Pavilion, it overlooks a pool. Structurally, its surface comprises two superimposed walls. The inner wall in wood protects against rain and wind, and the outer one provides shade and gives the building its form. The outer surface is composed of 6,600 white tiles, laid in orderly rows, distanced and slightly overlapping as in the roofs of mountain houses. Between the walls a cavity is formed in which air rises by natural induction to prevent the heat from penetrating. The pavilion is built entirely of wood, its frame resting on the services slab built by Expo. It can be dismantled and reconstructed anywhere. Inside, there are two floors. Situated on the ground floor is an exhibition facility, with a fine interactive installation by Studio Azzurro, and a fully operative bank branch offering numerous innovative features. On the first floor are a guest reception foyer and rooms for informal meetings. The exhibition space can be converted into a conference and presentation room at the service of the Bank and its customers. Meetings of up to 50 people can be held in it without disturbing the branch’s functions. The whole of the interior is in unfaced wood, conveying the impression of being inside a spacious barn, ready for the storage of resources needed to get through the winter.Intesa Sanpaolo has created at the centre of Expo a place of knowledge and entertainment, in which to explore the theme of “Feeding the Planet”, to accommodate the bank’s branch services and meet with its customers and visitors to the World Expo. 
(Michele De Lucchi, October 22nd, 2014)
   
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 -2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 -2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 -2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 -2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 -2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
The Water Stone. Padiglione Intesa Sanpaolo per Expo Milano 2015, Rho (Italia), sito espositivo Expo, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 

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