Museo Pietà Rondanini Michelangelo
Allestimenti e mostre
Michele De Lucchi
2013, giugno
2014, giugno
2015, aprile
  Apertura al pubblico: 2 maggio 2015
Milano (Italia), Castello Sforzesco
Comune di Milano
Allestimento, Arredi, finiture e grafica: Paolo Castelli s.p.a.
Coordinamento, progettazione e supervisione aspetti conservativi: Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano
Coordinamento, progettazione tecnologica della base antivibrante e controlli manutentivi sulla superficie della Pietà: Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, Roma
Supervisione del progetto conservativo e di manutenzione programmata: C.B.C. Conservazione Beni Culturali, Soc. Coop
Realizzazione della base antivibrante e test di validazione: THK GmbH, Italian Branch
Progettazione tecnologica e simulazione del funzionamento della base antivibrante: Miyamoto Intenational Inc.
Realizzazione e verifica del sistema antivibrante. Rilievo 3D della scultura originale e realizzazione di un modello in marmo 1:1: UnoCAD s.r.l.
Dispositivo per l’aggancio della cella antisismica: Kimia s.p.a.
Test di collaudo della base antivibrante: CESI s.p.a.
Progetto illuminotecnico: Artemide s.p.a
Realizzazione del piedistallo, della struttura di sostegno del pavimento e dei dissuasori: Goppion s.p.a.
275 mq
Progetto allestimento museale: aMDL Architetto Michele De Lucchi Srl - Michele De Lucchi
Collaboratori di progetto: Angelo Micheli (project director), Alessandra De Leonardis, Silvia Figini, Alessandro GhiringhelliMaddalena Molteni (graphic design)

La Pietà Rondanini ha uno spazio espositivo dedicato. È l'Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco appositamente restaurato per ospitare il capolavoro di Michelangelo. La sala era l’infermeria approntata dagli Spagnoli durante la peste del 1576 e lo spazio ha mantenuto la struttura cinquecentesca caratterizzata da volte a crociera e decorazioni murarie. È stato un luogo di sofferenza ed è quindi adatto a ospitare una scultura che esprime il sentimento del dolore materno. L’ingresso del pubblico si trova nella Piazza delle Armi. Si accede dapprima a una sala accoglienza che ospita biglietteria, bookshop e ha funzione di filtro perché separa il visitatore dal frastuono della vita cittadina. Varcata la soglia della sala espositiva, la sorpresa è vedere l’opera esposta di schiena. La scelta ribalta la consueta visione frontale della scultura e   obbliga il visitatore a girarci intorno.L’allestimento è essenziale e la sala rimane vuota se non per la presenza di quattro volumi: tre panche in rovere e una vetrina contenente la storia della Pietà. Sulla parete opposta all’ingresso una quinta accoglie la maschera funeraria e una medaglia di Michelangelo, realizzate da Leone Leoni e Daniele da Volterra. Il pavimento in assito di rovere dona all’ambiente calore e produce un contrasto materico che valorizza il bianco del marmo.Per salvaguardare il capolavoro da vibrazioni è stata costruita una pedana antisismica in lastre di metallo che garantisce l’assorbimento di ogni movimento. L'illuminazione della statua è studiata per evitare le ombre, mentre all’interno della sala si diffonde una luce naturale che valorizza gli affreschi senza entrare in contrasto con la centralità della Pietà.

The Pietà Rondanini has its own dedicated exhibition space: the Spanish Hospital in the Sforzesco Castle, now especially restored to accommodate the masterpiece by Michelangelo. The room was once the infirmary set up by the Spaniards during the plague of 1576, and the space has maintained its sixteenth century structure characterised by cross vaults and wall decorations. It was a place of suffering  and is therefore suited to house a sculpture expressing maternal grief.The public entrance is in Piazza delle Armi and then through a reception hall containing the ticket office and a bookshop. This area also acts as a filter to separate visitors from the noise of city life. Once inside the exhibition room, they will be surprised to see the exhibit from behind, thus reversing the customary front view of the sculpture and making it necessary to walk round it.The design is essential and the room remains empty except for the presence of four volumes: three oak seats and a showcase containing the history of the Pietà. Displayed on the wall opposite the entrance are the death mask and a medallion of Michelangelo, done by Luino Luini and Daniele da Volterra. The oak board floor gives the interior a warmth and produces a textural contrast that enhances the whiteness of the marble.To protect the masterpiece from vibrations, an anti-seismic metal dais was constructed to guarantee absorption of any movement.Lighting of the statue is designed to avoid shadows, whilst a natural light is diffused in the room to illuminate the frescoes without clashing with the centrality of the Pietà.
Ho molto esitato ad accettare questo incarico perché l’idea di spostate la Pietà non mi sarebbe mai venuta in mente e, ammetto, ho faticato molto a farmene una ragione.La Pietà Rondanini se ne sta in quella piccola abside creata dai BBPR oramai da sessanta anni, tanti quanti ne ho io più o meno, in un allestimento che oggi non sarebbe più possibile realizzare perché quello che era concedibile allora non lo è più oggi, non solo da parte delle Sovrintendenze ma anche, e soprattutto, dalle coscienze di tutti noi.
Abbiamo infatti negli anni assorbito la sensibilità  di un mondo che sta cambiando troppo in fretta da farci sopportare ulteriori traumi alla poca e vacillante sicurezza su cui confidiamo.Ho detto no tre volte, a muso duro, con una scortesia che quasi non conoscevo in me facendo interiormente appello a quella filastrocca “no, no, ho detto di no, e non lo farò e se per natura la testa l’ho dura cambiar non si può, ho detto di no....”
Prima ragione di esitazione è, come dicevo, il dispiacere di intaccare la Sala degli Scarlioni progettata e realizzata con un coraggio oggi inaudito che ha concesso di abbattere volte quattrocentesche per ottenere la doppia altezza e un volume sufficiente per ospitare la larga (e bellissima) scalinata sulla quale distribuire le opere del Bambaia. Le foto d’epoca sono molte eloquenti e mostrano questo spazio pulito ed essenziale nel suo effetto architettonico che merita ammirazione indipendentemente dalle sculture antiche.Seconda ragione è l’impersonale effetto che esprime dall’esterno l’edificio che contiene la sala dell’Ospedale Spagnolo: visto dalla Corte delle Armi è una “casetta” una insignificante costruzione perimetrale, lunga e bassa, accostata al muraglione di cinta con un misero tetto a falda unica. Oltre all’Ospedale Spagnolo Iì dentro c’è anche la Collezione Bertarelli separata solo dal grande portale di accesso laterale che conduce verso Piazzale Cadorna. All’interno del portale sono contenute le rispettive porte di ingresso. La facciata è composta da una serie di finestre di media proporzione ed è tutta decorata con falso bugnato in epoca recente. Insomma, niente da fuori farebbe pensare che sotto quel tetto è conservata una delle più belle e importanti opere della storia dell’arte.Terza ragione è che alla sala si accede direttamente dalla Corte e questo trasmette il senso che  la Pietà Rondanini appaia esposta senza cura, in uno spazio di risulta, brutalmente offerta  alla vista dei turisti e  dei cittadini indifferenti che attraversano il Castello per  accorciarsi la via senza doverlo circumnavigare. 
Nonostante questo ... Uno: devo ammettere che nella Sala degli Scarlioni gli interventi avvenuti negli anni di adeguamento normativo e impiantistico e di affollamento espositivo per le opere pervenute alla proprietà del Museo e qui collocate, hanno molto turbato l’equilibrio originale e nella visita odierna si fatica molto a riconoscere il rigore compositivo dei BBPR. Ai suoi tempi, inoltre, quando ancora la sala era in fase di progettazione, la notizia dell’arrivo della Pietà è arrivata come un fulmine a ciel sereno e i BBPR avevano dovuto adattarsi a trovare posto per il nuovo imprevisto (e fortunato) acquisto del Comune di Milano.  L’abside quindi che accoglie la Pietà non era quindi prevista ed è piccolina e ostacola non poco la visita.I visitatori sono costretti a un percorso molto vincolato e non è possibile vedere l’opera nella sua completezza. Una sistemazione in uno spazio più ampio sarebbe quindi auspicabile e senza girarle attorno non si percepisce il dramma anche personale che Michelangelo ha così mirabilmente rappresentato.Due: devo ammettere che vista dall’interno la Sala dell’Ospedale Spagnolo è una bellissima sala, non grande ma ampia, spaziosa e soprattutto con una bellissima storia. Questa sala infatti è una delle poche sale veramente originali  e nonostante le scellerate manomissioni ha mantenuto la struttura architettonica cinquecentesca con le arcate a crociera e parti (piccoline a dire il vero) di decorazioni murarie e affreschi.  Era l’antica infermeria spagnola, fondata nel 1576 per il ricovero dei castellani infetti da peste. I degenti trovavano cura sotto la protezione dei grandi di Spagna e della casa reale, i cui emblemi campeggiano le controfacciate interne della sala, e confidavano nella Chiesa e in Dio: le crociere riportano ghirlande con gli apostoli e cartigli con il Credo romano. Le pareti laterali erano decorate con finte architetture. I ricoverati erano assistiti dagli uffici liturgici officiati presso l’altare, di cui è emersa la pietra sacra, ancora incastonata in un pavimento di cotto oramai totalmente frantumato. È stato quindi un luogo di sofferenza, un luogo adatto ad una Pietà. La pietra dell’altare è circa a tre quarti della  lunghezza della sala e sarebbe proprio la posizione ideale per collocarvi la Pietà Rondanini. Sono tutte storie che vanno raccontate e riportare a Milano il fascino di questa sala con un adeguato intervento di restauro conservativo e un ben coordinato piano di comunicazione renderebbe questa sala agli occhi di tutti il luogo ideale dove trasportare la statua.
Tre: alla adducibile mancanza di rispetto per l’importanza dell’opera e la eccessiva esposizione sul “fronte strada” si potrebbe ovviare realizzando l’ingresso del pubblico dalla porta  che sta sul lato destro dell’edificio verso il fossato che dà  in una saletta che potrebbe servire da filtro, preparare il visitatore all’emozione dell’incontro con Michelangelo. Permetterebbe anche di funzionare da bacino nel caso si decidesse di contingentare la visita e lasciar entrare un numero di persone limitato alla volta. La sorpresa più grande in questo caso è vedere l’opera esposta di schiena e dover girare attorno alla statua per vederla in tutta la sua meraviglia. La schiena della Madonna è quanto di più espressivo e commovente.Michelangelo ha modellato questa sofferente figura con una curva tracciata nel marmo che appartiene a tutte le epoche dell’arte, dal rinascimento all’espressionismo.La luce che entra dalle finestre è bellissima e l’illuminazione è lasciata quanto più possibile naturale. Attraverso un sistema di tende filtranti e di fari ben schermati la luce viene solamente bilanciata per valorizzare la modellazione della scultura. Un pavimento di legno va benissimo, rende alla sala il giusto calore, permette di allocare gli impianti nell’intercapedine della pedana e produce il contrasto materico necessario per apprezzare il valore del marmo bianco. Una pietra posata sopra la pietra dell’altare a filo con il pavimento di legno e con sopra la statua e nient’altro, trasmetterebbe a tutti il senso che quella è la posizione, quella e nessun’altra.Insomma, in questa sala resa stupenda da un adeguato restauro e con un racconto ben raccontato, si recupera un pezzo della storia di Milano e si rivaluta la Pietà Rondanini, sicuramente.
(Se non intervengo la Pietà Rondanini verrà ugualmente spostata nell’Ospedale Spagnolo realizzando il progetto della saletta conferenze - da noi disegnata - facendo pensare a tutti che De Lucchi ha ideato una istallazione per Michelangelo che sembra una .....”saletta per conferenze”!Chi mai riuscirà a convincere alcuno che quella era la vecchia destinazione d’uso e che tutto è cambiato perché qualcuno ha avuto la malaugurata idea di spostare il Michelangelo ?)
Michele De Lucchi, giugno 2013
   
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Tom Vack, fotografia digitale
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Museo Pietà Rondanini Michelangelo, Comune di Milano, Milano (Italia), Castello Sforzesco, 2013 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 

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