Ufficio postale Milano 15
Edifici commerciali - Uffici postali
Michele De Lucchi
1999
1999
1999
Milano (Italia), via Vigna
Poste Italiane

T. Cerra, La Nuova Immagine delle Poste Italiane, “Habitat Ufficio”, n. 100, aprile 2000
A. Cappellieri, L'immagine dell'efficienza, “Domus”, n. 834, Milano, febbraio 2001
N. Tasciotti, Alle Poste una rivoluzione tinta d’azzurro, “Il Messaggero”, 6 gennaio 2003
L. Prestinenza Puglisi, Designing and service companies, "And", n. 17, gennaio-aprile 2010, pp. 74-85

F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi. Comincia qui e finisce lĂ , Electa, 2004

Progetto del sistema di arredi Poste Italiane: Michele De Lucchi con Alberto Bianchi, Enrico Quell, Daniele Rossi e Bastiaan Arler
Gli uffici postali sono stati ridisegnati sia per la volontà di riaggiornare l’immagine aziendale, sia per inserire sugli sportelli e sul back office la nuova strumentazione elettronica. Gli uffici postali italiani hanno sempre sofferto per i limiti imposti dal problema della sicurezza per la grande quantità di denaro liquido circolante, per la grande varietà degli spazi a disposizione, per la scarsa attitudine alla manutenzione e per una mentalità aziendale che ha sempre privilegiato i comfort degli operatori interni a sfavore del servizio dei clienti. La nuova direzione voluta dal management attuale ha richiesto una totale trasformazione della mentalità aziendale per favorire al massimo il soddisfacimento del cliente.
La nuova architettura degli interni ha di necessità dovuto comunicare tutto questo, oltreché ovviamente ridefinire la funzionalità interna riqualificando lo standard ambientale che negli anni era particolarmente decaduto. Particolarmente centrale rispetto ai termini del progetto è stata la ridefinizione del bancone di sportello. Questo è composto di un elemento di fronte e da uno schienale concepiti insieme come modulo unico standardizzato facile da produrre immagazzinare e installare. Il bancone è stato studiato con particolare attenzione soprattutto perché sostituisce il tradizionale bancone blindato che proteggeva l’operatore dal cliente ma che costituiva una barriera percettiva molto negativa tra azienda e pubblico. Questo è composto da tre piani distinti predisposti ciascuno per l’operatore, il cliente e il transito dei documenti.
La sala al pubblico è molto vasta, quanto più luminosa, trasparente e aperta, dotata della tecnologia più aggiornata per la comunicazione al cliente e la gestione delle code. La sala al pubblico prevede anche una saletta consulenze per incontri più riservati. E’ questa concepita come una stanza al tempo stesso chiusa e riservata per problemi di discrezione e trasparente e ariosa per non soffocare l’atmosfera dell’ambiente pubblico.
Il nuovo ufficio postale soddisfa pienamente tutte le esigenze di sicurezza richieste dalle normative e favorisce l’uso di tutte le dotazioni da parte dei portatori di handicap.
I materiali sono ridotti ad una pavimentazione in gres ceramica, un rivestimento in laminato plastico blu chiaro con profili e protezioni in acciaio inossidabile, i piani sono in legno di betulla chiaro.
   
 
Michele De Lucchi, con Alberto Bianchi, Enrico Quell, Daniele Rossi e Paola Silva Coronel, Ufficio postale Milano 15, Poste Italiane, Milano, 1999
Ph. Santi Caleca, diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Alberto Bianchi, Enrico Quell, Daniele Rossi e Paola Silva Coronel, Ufficio postale Milano 15, Poste Italiane, Milano, 1999
Ph. Santi Caleca, diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Alberto Bianchi, Enrico Quell, Daniele Rossi e Paola Silva Coronel, Ufficio postale Milano 15, Poste Italiane, Milano, 1999
Ph. Santi Caleca, diapositiva, colore, 4x6
 

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