Uffici postali Poste Italiane. Concetto e filosofia
Edifici commerciali - Uffici postali
arch. Michele De Lucchi S.r.l. - Michele De Lucchi
Alberto Bianchi, Enrico Quell, Daniele Rossi e Bastiaan Arler
1998
2003
2003
Milano (Italia)
Poste Italiane
S. Suardi, Nuove Poste Italiane, “Interni”, n° 7, Milano, marzo 2000
T. Cerra, La Nuova Immagine delle Poste Italiane, “Habitat Ufficio”, Milano, April 2000
A. Cappellieri, L'immagine dell'efficienza, “Domus”, n. 834, Milano, febbraio 2001
N. Tasciotti, Alle Poste una rivoluzione tinta d’azzurro, “Il Messaggero”, 6 gennaio 2003
L. Prestinenza Puglisi, Designing and service companies, "And", n. 17, gennaio-aprile 2010, pp. 74-85

F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi. Comincia qui e finisce là, Electa, 2004
CLAC-Collezione Storica del Premio Compasso d'Oro ADI, Cantù (Italia)
Compasso D'Oro-Selezione, ADI (Italia), 2001
Medaglia d'oro all'architettura italiana, Triennale di Milano (Italia), finalista Medaglia d’oro alla committenza privata, 2003
L’obiettivo del progetto è che le Poste diventino sinonimo di una gamma di servizi moderni, efficienti e anche redditizi. Prioritario è stato quindi ideare un layout degli uffici che risolva adeguatamente le questioni relative a sicurezza, gestione delle code e degli spazi pubblicitari e di informazione.  Il bancone è l’elemento più significativo: l’ergonomia non si limita agli aspetti fisici o antropometrici del progetto ma si estende all’impatto psicologico. Una volta eliminata la “cortina di vetro” della blindatura, è diventato necessario ricreare una certa distanza normale, da colloquio, tra operatore e cliente. È stato introdotto un piano di transito dalla parte del cliente. I due piani collegati tra loro da una vaschetta, creano i supporti progettuali per una relazione alla pari - condizione sottolineata anche dal fatto che l’operatore, nonostante sia seduto, si trova alla stessa altezza d’occhi del cliente grazie a una pedana. Nella comunicazione c’è una netta gerarchia tra le informazioni di servizio e le informazioni pubblicitarie. Muovendo da questi principi l’intervento sviluppa un linguaggio globale declinato in tutti  gli elementi del progetto, dall’architettura agli interni, alla grafica, che applica un’identica sensibilità visivo-cromatica.
Gli uffici postali sono stati ridisegnati sia per la volontà di riaggiornare l’immagine aziendale, sia per inserire sugli sportelli e sul back office la nuova strumentazione elettronica. Gli uffici postali italiani hanno sempre sofferto per i limiti imposti dal problema della sicurezza per la grande quantità di denaro liquido circolante, per la grande varietà degli spazi a disposizione, per la scarsa attitudine alla manutenzione e per una mentalità aziendale che ha sempre privilegiato i comfort degli operatori interni a sfavore del servizio dei clienti. La nuova direzione voluta dal management attuale ha richiesto una totale trasformazione della mentalità aziendale per favorire al massimo il soddisfacimento del cliente.
La nuova architettura degli interni ha di necessità dovuto comunicare tutto questo, oltre che ovviamente ridefinire la funzionalità interna riqualificando lo standard ambientale che negli anni era particolarmente decaduto. Particolarmente centrale rispetto ai termini del progetto è stata la nuova definizione del bancone di sportello. Questo è composto di un elemento di fronte e da uno schienale concepiti insieme come modulo unico standardizzato facile da produrre immagazzinare e installare. Il bancone è stato studiato con particolare attenzione soprattutto perché sostituisce il tradizionale bancone blindato che proteggeva l’operatore dal cliente ma che costituiva una barriera percettiva molto negativa tra azienda e pubblico.
Questo è composto da tre piani distinti predisposti ciascuno per l’operatore, il cliente e il transito dei documenti.
La sala al pubblico è molto vasta, quanto più luminosa, trasparente e aperta, dotata della tecnologia più aggiornata per la comunicazione al cliente e la gestione delle code. La sala al pubblico prevede anche una saletta consulenze per incontri più riservati. E’ questa concepita come una stanza al tempo stesso chiusa e riservata per problemi di discrezione e trasparente e ariosa per non soffocare l’atmosfera dell’ambiente pubblico.
   
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Poste Italiane Concetto e Filosofia, 1998 - 2003
Schizzo di Michele De Lucchi, Matita su carta
 

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