Sistema Layout
Furniture design
Michele De Lucchi
2003, settembre
2005
2004
Alias
Alias
Grumello del Monte, Bergamo (Italia)
Struttura e ante: alluminio anodizzato o verniciato
Ripiani, base, top e retro: MDF laccato o vetro
Configurazione a isola: altezze varie, lunghezza variabile a seconda del numero dei moduli, profondità 79 cm
Configurazione con schienale piatto: altezze varie, lunghezza variabile a seconda del numero dei moduli, profondità 60 cm
Configurazione ad angolo concavo: 164x172 cm, altezze varie
Verniciature

Alluminio: bianco, grigio antracite
MDF e vetro: bianco, grigio chiaro, grigio antracite
M. C. Tommasini, Un armadio ingombrante per organizzare lo spazio, “Domus”, n. 871, giugno 2004
Door-to-Door, "md", pp. 44-45, luglio 2004
Red., Layout, "Casabella", n. 724, luglio-agosto 2004
D. Premoli (ed.), Organizzare lo spazio con Layout, “Interni”, n. 50, pp. 90-93, novembre 2004
Michele De Lucchi. On Moscow, working for Artemide and his own thick beard, "Salon Interior", settembre 2006, n. 109, p. 138
M. Corradi, Informazione spaziale, "Archaedilia", n. 16, febbraio 2007, pp. 82-83
F. Rosseti, Designing and product companies, "And", n. 17, gennaio-aprile 2010, pp. 74-85

L. Saville, B. Stoddard (ed.), Design Secrets: Furniture, Rockport (USA), 2006
Mostra "Geometrie a testa libera", Studio aMDL, Milano (Italia), 14-19 aprile 2004
Compasso D'Oro-Selezione, ADI (Italia), 2008
Sistema di mobili contenitori per casa e ufficio

"Ho visitato poco tempo fa lo studio di Alvar Aalto. Mi ha molto colpito", dice De Lucchi "Ho ripensato alle sue forme organiche, forse ne sono stato inconsciamente influenzato. Non certo dall'uso fumettistico che ne è stato fatto dopo Aalto, soprattutto in anni recenti, quanto alla libertà che suggeriscono. Forse più visiva che reale".
Il volume di Layout si costruisce unendo pochi pezzi in alluminio, ottenuti per estrusione.
“Mi piace questa tecnologia: permette di costruire forme stravaganti ma lineari, potenzialmente di lunghezza infinita! La messa a punto dei raggi di curvatura di ciascun pezzo ha richiesto un lungo lavoro, soprattutto nella definizione dei punti di flesso delle curve, che cadono sempre all’interno di ciascun estruso. Altrettanto importante è stata la scelta della texture: la superficie segnata da strisce verticali lievemente cuspidate effetti chiaroscurali che variano secondo l’incidenza della luce”.
L’involucro è strutturale, non esiste una differenziazione tra telaio portante e superficie esterna di finitura. I due montanti, sui quali si incernierano le ante e che sorreggono i ripiani, da soli sono sufficienti a garantire la staticità dell’insieme che, per la sua stessa forma, non ha bisogno di controventature o altri elementi di irrigidimento. L’armadio non ha un fronte ed un retro, perché è apribile su entrambi i lati. Non ci sono maniglie: infilate le dita nell’apposita scaffalatura a tutta altezza – generata dalla curvatura delle parti – basta uno sforzo minimo per muovere le grandi ante ondulate: una volta aperte, rimangono in posizione, assumendo quasi la funzione di un paravento.
“In realtà avevo in mente la morbidezza di una tenda, qualcosa di leggero da contrapporre alla rigorosa geometria delle pareti in muratura. La forza del progetto sta nella sua capacità di ‘incidere’, ‘strutturare’ lo spazio nel quale è inserito. Nelle numerose varianti progettate, quelle con schienale piatto potranno accostarsi alle pareti oppure circondare un pilastro, posizionarsi ad angolo, costruendo una diversa gerarchia tra le parti. Layout non è un semplice contenitore, ma una piccola architettura che genera una nuova spazialità”
Il processo di progettazione e la definizione dei primi prototipi hanno richiesto circa due anni di lavoro. Renato Stauffacher, l’appassionato imprenditore che ha commissionato il progetto, ne ha fatto fotografare tutte le fasi, consapevole di quanto importanti siano, anche a posteriori, i passaggi che portano alla nascita ed allo sviluppo di un prodotto.
“La costruzione dei prototipi è fondamentale non solo per il progettista ma anche per il produttore, i dirigenti, le maestranze che partecipano alla realizzazione. Il coinvolgimento appassiona tutti, il progetto diventa corale e il designer non è più visto come un qualcuno proveniente da una realtà estranea. Anche per il progettista è un’esperienza stimolante. Conosco bene la frustrazione di non vedere alcuni dei propri progetti diventare prototipi, magari quelli a cui si crede maggiormente. In fondo ho dato vita a Produzione Privata proprio per questo!”
(M. C. Tommasini, Un armadio ingombrante per organizzare lo spazio, “Domus”, n. 871, giugno 2004)

   
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Ph. Luca Tamburlini, fotografia digitale
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, acquerelli su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, tempera e matite colorate su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Michele De Lucchi, tempera e matite colorate su carta
 
Michele De Lucchi, con Philippe Nigro, Sistema Layout, Alias, 2004
Quaderno n. 41
Michele De Lucchi, china su carta
 

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